Monocottura all'Esterno: Fattibilità e Rischi
Un'analisi fisica approfondita sulla resistenza al gelo delle piastrelle smaltate e perché il gres porcellanato ha soppiantato la monocottura in ambienti esterni.
Un'analisi fisica approfondita sulla resistenza al gelo delle piastrelle smaltate e perché il gres porcellanato ha soppiantato la monocottura in ambienti esterni.
Per stabilire se un pavimento sia idoneo alla posa in ambienti esterni esposti agli agenti atmosferici, il parametro discriminante è la sua resistenza al gelo (ingelività).
Quando le temperature scendono sotto lo zero termico, l'umidità e l'acqua eventualmente penetrate nei pori della piastrella si congelano. Il passaggio dell'acqua dallo stato liquido a quello solido comporta un aumento volumetrico pari a circa il 9%. Se la piastrella possiede pori comunicanti in cui l'acqua può accumularsi, la pressione esercitata dal ghiaccio supera la resistenza meccanica a trazione del supporto, provocando crepe, fessurazioni dello smalto e, nei casi più gravi, lo sfaldamento della piastrella o il suo distacco dal letto di posa.
Le piastrelle in monocottura appartengono prevalentemente ai gruppi di classificazione BIIa o BIIb (secondo la norma UNI EN 14411 Prospetto 1 / ISO 13006), caratterizzati da un assorbimento d'acqua rispettivamente compreso tra il 3% e il 6%, e tra il 6% e il 10%.
Questi intervalli testimoniano una porosità intrinseca medio-alta. Posare tali piastrelle all'esterno significa esporle costantemente all'infiltrazione di acqua piovana. Al verificarsi di cicli di gelo e disgelo, il deterioramento strutturale è inevitabile.
La norma tecnica europea che valuta la resistenza al gelo è la ISO 10545-12. Essa sottopone i campioni a 100 cicli termici controllati tra +5°C e -5°C dopo impregnazione d'acqua. Le piastrelle di gruppo BIIa e BIIb non superano solitamente questo test, a differenza dei materiali di gruppo BIa.
Per pavimentare balconi, terrazze, camminamenti o patii, la soluzione tecnica d'elezione è il gres porcellanato (Gruppo BIa). Con un assorbimento d'acqua \(E_b \le 0,5\%\), il gres è virtualmente impermeabile, superando a pieni voti i test di ingelività previsti dalla UNI EN ISO 10545-12.
Oltre alla resistenza al gelo, una pavimentazione esterna deve garantire una sufficiente aderenza per prevenire lo scivolamento in caso di superficie bagnata. La norma di riferimento per la scivolosità è la DIN 51130, che classifica la finitura in base a un angolo di inclinazione (scala R da R9 a R13). Per l'esterno, è necessario prescrivere un valore minimo pari a R11 (finitura strutturata o grippante).
Per approfondire le tipologie e le caratteristiche dei materiali drenanti e spessorati dedicati agli ambienti outdoor, consulta la nostra guida specifica sul gres porcellanato per esterni.
Fonte Primaria: UNI EN ISO 10545-12 (Determinazione della resistenza al gelo). Le piastrelle di classe BIIa (assorbimento 3% < E ≤ 6%) e BIIb (6% < E ≤ 10%) presentano una porosità incompatibile con i cicli di gelo e disgelo e non garantiscono i requisiti minimi di resistenza all'esterno a lungo termine. La pavimentazione esterna deve seguire le prescrizioni antiscivolo minime R11 secondo lo standard DIN 51130.
La Redazione di ceramiche.com — Portale tecnico indipendente di informazione sulle superfici ceramiche e la posa in opera a regola d'arte.
Storicamente venivano prodotte alcune monocotture a pasta rossa definite "ingelive" con assorbimenti ridotti, ma oggi la tecnologia del gres porcellanato (BIa) ha sostituito completamente questi materiali, offrendo una sicurezza geliva assoluta a costi competitivi.
L'acqua assorbita dalla piastrella (che per la monocottura BIIa/BIIb varia tra il 3% e il 10%) ghiaccia durante l'inverno. Aumentando di volume del 9%, il ghiaccio crea forti tensioni interne che spaccano lo smalto superficiale o causano il distacco completo del corpo ceramico.
Per aree esterne non coperte è obbligatorio utilizzare piastrelle con coefficiente di scivolosità pari a R11 (secondo la norma tedesca DIN 51130) o con una classificazione di attrito dinamico equivalente.
Sebbene il balcone sia coperto, l'umidità ambientale e le temperature sotto zero possono comunque innescare il congelamento dell'acqua contenuta nel massetto o nella colla, danneggiando la piastrella. La posa è pertanto sconsigliata.