Pasta Bianca vs Pasta Rossa
Analisi delle differenze fisiche, chimiche e prestazionali tra i supporti ceramici in monocottura, la resa dei colori smaltati e l'impatto sul budget.
Analisi delle differenze fisiche, chimiche e prestazionali tra i supporti ceramici in monocottura, la resa dei colori smaltati e l'impatto sul budget.
Nel settore delle piastrelle in monocottura, la distinzione tra "pasta bianca" (white body) e "pasta rossa" (red body) non è un fattore puramente estetico legato al colore del retro della piastrella, ma deriva dalla composizione mineralogica delle argille impiegate nel processo di miscelazione.
La pasta rossa deve la sua colorazione caratteristica alla presenza di composti ferrosi, in particolare ossido di ferro (\(\text{Fe}_2\text{O}_3\)), in percentuali variabili tra il 3% e l'8% all'interno dell'impasto argilloso originario. Durante la cottura in forno a temperature superiori a 1000°C, il ferro subisce un processo di ossidazione che conferisce al supporto la classica tonalità che spazia dal rosso mattone all'aranciato.
La pasta bianca, al contrario, viene prodotta impiegando argille caoliniche (ricche di caolinite) e feldspati purissimi, caratterizzati da una presenza trascurabile di ossidi di ferro (solitamente inferiore all'1% o all'1,5%). Di conseguenza, il supporto ceramico cotto assume una colorazione grigio-chiara o bianca quasi neutra.
La principale differenza tecnica in fase di finitura superficiale risiede nella stesura dello smalto vetroso (glaze):
Sotto il profilo delle prestazioni meccaniche (resistenza alla flessione, durezza e porosità), le piastrelle a pasta bianca e pasta rossa in monocottura mostrano comportamenti sovrapponibili, in quanto appartengono solitamente alla medesima categoria normativa (Gruppo BIIa o BIIb con assorbimento d'acqua compreso tra il 3% e il 10%).
La differenza sostanziale risiede nei costi delle materie prime: le argille caoliniche bianche sono meno diffuse in natura e spesso importate da paesi esteri (ad esempio da cave site in Germania o Ucraina), il che rende le piastrelle a pasta bianca mediamente più costose rispetto a quelle a pasta rossa, realizzate con argille locali a chilometro zero.
Il tenore di ossido di ferro (\(\text{Fe}_2\text{O}_3\)) definisce la colorazione della pasta ceramica dopo la cottura: inferiore all'1,5% per le paste bianche e superiore al 3% per le paste rosse. Entrambi i materiali, se pressati a secco e monotti, sono regolati dalla norma UNI EN 14411 all'interno dei gruppi BIIa o BIIb a seconda del loro effettivo grado di assorbimento d'acqua.
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Sì, le materie prime per la pasta bianca (argille caoliniche pure e feldspati privi di ferro) sono più rare e costose da reperire ed importare rispetto alle argille comuni ricche di ferro utilizzate per la pasta rossa.
A livello di aderenza meccanica non ci sono differenze apprezzabili. Tuttavia, la pasta bianca ha una neutralità cromatica che consente di applicare smalti chiari o brillanti senza l'ausilio di uno spesso strato di ingobbio coprente.
La resistenza all'urto dipende principalmente dallo spessore della piastrella e dal ciclo di cottura, non dal colore della pasta. Entrambe le tipologie in monocottura presentano caratteristiche simili, inferiori al gres porcellanato.
No, il colore della pasta non influisce sulla resistenza al gelo, che dipende dal tasso di assorbimento d'acqua superiore al 3%. Per l'esterno è necessario un gres porcellanato (BIa) a prescindere dal colore del supporto.