Additivi in Ceramica: Tipi e Funzioni negli Impasti e negli Smalti
Un impasto ceramico non è mai fatto di sola argilla e acqua. Per ottenere un materiale lavorabile prima della cottura e resistente dopo, chi produce ceramica ricorre a sostanze che modificano una caratteristica specifica dell'impasto o dello smalto: gli additivi. Sono piccole quantità, spesso pochi punti percentuale, ma decisive per il risultato finale.
Perché servono gli additivi
L'argilla pura ha comportamenti poco prevedibili: può essere troppo plastica e ritirarsi eccessivamente in essiccamento, oppure troppo magra e sfaldarsi durante la lavorazione. Gli additivi correggono questi squilibri, agendo su un aspetto preciso del processo: la plasticità, la temperatura di fusione, la viscosità della barbottina o la resistenza finale del pezzo cotto.
Le principali famiglie di additivi
Fondenti. Feldspati, calcare, talco e dolomite abbassano la temperatura di fusione dell'impasto, permettendo la vetrificazione a temperature industrialmente sostenibili e rendendo il materiale compatto e resistente.
Sgrassanti. Silice e chamotte (biscotto macinato) riducono la plasticità eccessiva dell'argilla, dando stabilità dimensionale al pezzo e limitando il ritiro in essiccamento e cottura.
Deflocculanti. Sostanze come il silicato di sodio, aggiunte alla barbottina in piccolissime quantità, riducono la quantità d'acqua necessaria per mantenere fluido l'impasto, facilitando le tecniche di colaggio.
Plastificanti. Aumentano la lavorabilità di argille troppo magre, migliorando la coesione dell'impasto durante la foggiatura al tornio o per estrusione.
Additivi negli smalti
Anche gli smalti ricevono additivi specifici: gli ossidi metallici per la colorazione (cobalto per l'azzurro, rame per il verde, ferro per bruni e gialli), i borati e gli alcali come fondenti per abbassare il punto di fusione dello smalto stesso, e l'ossido di stagno per ottenere superfici opache e bianche, tipiche della maiolica e della monocottura smaltata.
Un equilibrio da trovare
La composizione finale di un impasto o di uno smalto è quasi sempre il risultato di prove ripetute: aggiungere un additivo per correggere un problema può introdurne un altro (un eccesso di sgrassante, ad esempio, può rendere l'impasto troppo fragile da lavorare). È uno degli aspetti meno visibili ma più delicati del mestiere ceramico.
Voce del Glossario della Ceramica.